YOYOs
L’altra sera ho deciso di farmi del male…mi sono dedicata ai fritti…
Non friggo praticamente mai, come media non arrivo nemmeno ad una volta al mese, ma ogni tanto devo farlo…esistono tanti dolci fritti ultramegagoduriosi italiani e non e da brava pasticciera quale voglio diventare mi devo sacrificare e provarli tutti…per non parlare della quantità di preparazioni fritte di pasticceria salata che ho ancora nella lista delle cose da imparare a fare…
L’altra sera ho sperimentato sette ricette…
Poichè non mi piace assolutamente friggere (sarà che devi star là a controllare tutto e non puoi spostarti tre secondi o quasi per fare altro) quando decido di farlo ci vado già pesante e provo più ricette possibili tutte in una giornata, così mi levo il pensiero per un bel pò di tempo…
Gli Yoyos li avevo già provati tempo fa ma la ricetta non mi aveva soddisfatto assolutamente, quindi sono andata a caccia di possibili sostitute e alla fine mi sono imbattuta in un video (adoro guardare i video di ricette, anche se sono in una lingua di cui non capisco nulla, rendono tutto più immediato…fortunatamente il francese lo capisco abbastanza bene, almeno quando si parla di cucina ^_^ ) che mi ha fatto decidere di riprovarli…
Gli Yoyos sono dei dolci del Marocco e della Tunisia a forma di doughtnut, fritti e poi pucciati in uno sciroppo a base di miele…la prima volta che li ho visti mi son domandata se i nostri fatti fritti (parafrittus) non derivassero proprio da questi, almeno nell’idea, vista la somiglianza di molti dolci marocchini con quelli sardi…o meglio, la somiglianza di molti dolci sardi con quelli marocchini…
Tuttavia, mentre i fatti fritti sono una tortura da fare per via della lievitazione (o almeno lo sono per me ^_^), questi sono velocissimi, perché non hanno lievito di birra, ma solo una generosa quantità di lievito chimico…
| Yoyos Ingredienti:
Procedimento: Preparare uno sciroppo con il miele, i 200 gr di zucchero, l’acqua e l’acqua fior d’arancio o di rose e farlo freddare. In una ciotola unire le uova, l’olio, lo zucchero, il succo d’arancia, l’acqua fior d’arancio, il sale, la vaniglia e le scorze degli agrumi. Versarci dentro il lievito e il bicarbonato. Mischiare velocemente e cominciare ad incorporare la farina (potrebbe non servire tutta). L’impasto deve restare abbastanza morbido, poco più morbido di quello di una frolla. Coprire il tutto con pellicola trasparente e far riposare trenta minuti. Ricavare dall’impasto tante palline di media grandezza, forarle con il pollice per dargli la forma tipica del doughtnut e tuffarle nell’olio caldo. Friggerle finchè non diventano dorate, poi scolarle e pucciarle ancora calde nello sciroppo freddo per qualche minuto. Volendo si possono decorare con pistacchi o mandorle a pezzeti oppure cospargere di zucchero.
|
Sette ricette? Ma tu sei fuori!!!
Ehm, si…è una cosa che si mormora su di me, si… ^_^
Mika, che bella scoperta – il tuo blog!..
Volevo sapere anch’io però, quali altri fritti hai fatto..
Mi tocca stasera…
Ciao, buona giornata!
Grazie!! ^_^
Non ho provato nulla di italiano…ho fatto murukku, jalebi e sev (india), youtiao (cina), loukoumades e tulumba (grecia) e poi gli yoyos ^_^
Buona giornata anche a te…
fuori è dire poco!hihihi
comprendo che il fritto non sempre è gradevole ma ricetta è superlativa, vorrei provarla ma aspetto che vada via il fritto delle chiacchiere