Dal 5 all’8 maggio si terrà a Parma la seconda rassegna europea dedicata al cibo e all’arte, Gnam!!!
Il tema dell’evento è la “Gastronomia nell’Arte Moderna” espresso attraverso la fotografia, mezzo scelto dal direttore artistico come strumento privilegiato per la rappresentazione del cibo e dell’alimentarsi.
In questo ambito la scelta è ricaduta su due artisti Martin Parr e Carl Warner.
Prima d’oggi avevo già visto i foodscapes di Carl Warner, durante le mie ricerche di food design, solo non avevo la minima idea che fossero suoi…e ovviamente li adoro, sono stupendi e originali, creati per far apprezzare gli ortaggi ai bambini…io non son bambina, ma ho apprezzato molto, mangerei tutto quello che mette sul tavolo prima di scattare la foto… ^__^ Gnam!!

Sfogliavo il numero di gennaio della rivista “Pasticceria Internazionale” quando mi sono imbattuta nella micropubblicità di questo negozio di Barcellona…che da oggi in poi sarà il mio negozio preferito in tutto il mondo e se mai andrò in visita nella città spagnola la mia prima tappa sarà proprio questa “farmacia”…
Perchè in effetti di farmacia si tratta, lo scopo infatti è quello di curare la sindrome del lunedì, le domeniche senza calcio, le giornate spente e tanto altro impasticcandosi , ma con caramelle di zucchero e gommose…
Si entra nel negozio, si sceglie la dimensione della confezione in base alla propria personale prescrizione, si riempie ed una volta al banco si sceglie l’etichetta che più rispecchia il proprio umore…
Chissà se c’è il formato botticcella donna golosa e disperata…
L’idea è di tre geniali designer spagnole che trovate sul sito www.m-m.es


Questa è la seconda torta che faccio, la prima senza pasta di zucchero, e ho deciso di inserirla tra i disastri perchè nulla è andato come doveva…
Nella mia mente era dritta, perfettamente liscia, con una crema al burro vellutata e deliziosa, con i runouts rossi e semplicemente stupenda…ma ho il brutto vizio di far tutto semplice…io e la sac à poche dobbiamo trovare un accordo, come me e i coloranti e la crema…
In sostanza nulla di questa torta è come doveva essere…l’arancione doveva essere giallo, ma ho usato troppo colorante per l’unica ghiaccia che avevo e mi son dovuta tenere questo colore…la crema al burro si è divisa in liquidi e solidi costringendomi ad optare per la panna, che però non regge allo stesso modo…i coloranti hanno stinto venendo risucchiati dalla panna e lasciando aloni quà e là…e la ghiccia reale mi ha fatto diventare matta e i runout lisci e cicciottelli che avevo immaginato di fare non hanno mai visto la luce…
Almeno la torta al cioccolato della Beranbaum era buona…
Decisamente devo fare pratica… ^__^
Il mio compleanno si avvicina e per una volta ho deciso di coccolarmi un pò col cioccolato…
Qualche giorno fà ho provato una ricetta della Rose Levy Beranbaum, dal suo libro “The Cake Bible“, e il futuro marito è rimasto stregato dalla consistenza melt-in-the-mouth della torta, che è poi quella preferita e voluta e perseguita dall’autrice…e devo dire che a me non dispiace, è meravigliosa a confronto dell’effetto pandoro-dopo-due-mesi-all’aria nel periodo pasquale delle classiche torte al burro il giorno dopo averle sfornate…questa torte e tutte quelle della Rose si sciolgono davvero in bocca…
Il segreto è dato dall’uso del two-stage method utilizzato per la preparazione dell’impasto, al posto del creaming method…in genere, quando prepariamo una torta a base di burro, come la paradiso, facciamo a crema il burro con lo zucchero, poi aggiungiamo le uova, e poi farina lievito e aromi vari, rischiando sempre di montare eccessivamente l’impasto, far sviluppare troppo glutine e rendere il tutto di pietra…
Il two-stage method è velocissimo…usandolo si possono preparare anche due impasti differenti da infornare contemporaneamente senza il rischio che uno si smonti, non c’è il rischio di montare eccessivamente il tutto, quindi la consistenza finale è leggera e il giorno dopo il dolce è identico…in cosa consiste?
Bisogna unire gli ingredienti secchi in una ciotola, gli ingredienti liquidi in un’altra e a parte far ammorbidire il burro…poi il burro e una parte dei liquidi vengono mischiati agli ingredienti secchi montando il tutto solo il tempo necessario perchè si amalgamino…in questo modo i grassi coprono le fibre di glutine impedendo che si uniscano tra loro e il risultato è un dolce più morbido…poi si finiscono di unire gli ingredienti liquidi all’impasto montando per un minuto nemmeno…e il gioco è fatto ^_^
Ora devo fare un’altra torta uguale a questa, così da ottenere una torta alta in quattro strati e domani si decora a più non posso!!
Ah, a proposito, io non avevo la sour cream, ne avevo voglia di farla, così ho utilizzato il kefir, è il risultato è stato ottimo comunque…a parte il montarozzo malefico comparso perchè pigra quale sono non ho avvolto la teglia con la striscia di stagnola con dentro la carta assorbente imbevuta d’acqua…
| Chocolate domingo cake Ingredienti:
Procedimento: Unire in una ciotola la sour cream o il kefir con le uova intere e il cacao. In un’altra ciotola unire la farina, lo zucchero, la vanillina, il sale, il lievito e il bicarbonato. Versare il burro e parte del composto di kefir e cacao nella ciotola contenente la farina e montare finchè gli ingredienti non si amalgamano bene tra loro…non ci vorrà nemmeno un minuto. Finire di unire i liquidi e montare. Imburrare e infarinare una teglia, versarci il composto e cuocere a 175° per 30-40 minuti circa. I bordi della torta si staccheranno dalle “pareti” una volta tolta dal forno… Il bicarbonato serve per eliminare parte dell’acidità del cacao e della sour cream. |
Dopo aver provato i yellow cake, i white cake, i buttermilk cake, gli sponge cake e persino l’angel food cake, non potevo sottrarmi dallo sperimentare questa ricetta cui è dedicato un metodo di “impastamento” tutto suo…il chiffon cake method appunto, caratterizzato dal fatto che i tuorli vengono mischiati ai liquidi in una ciotola, in un’altra vengono uniti tutti i componenti secchi e gli albumi sono montati a parte con zucchero e cremor tartaro…
Per me, che credevo esistessero solo tre metodi per creare impasti montati, scoprire che gli americani ne hanno ben sette è stata una enorme sorpresa…tre metodi per gli impasti con un elevato quantitativo di grassi, i cosiddetti butter cake, e quattro per quelli che ne hanno un quantitativo inferiore, come la genoise e i chiffon cake…
La ricetta base di questa torta venne inventata a Los Angeles nel 1927 da un venditore di assicurazioni che conduceva part-time un catering per party sfornando la prelibatezza nel proprio appartamento e vendendola anche alle star di Hollywood attraverso il famoso Brown Derby restaurant. Nel 1947 la General Mills acquistò la ricetta da Herry Baker (l’inventore) affermando “I wanted Betty Crocker to give the secret to the women of America”, ossia di volere che Betty Crocker rivelasse il segreto alle donne d’America…dove Betty Crocker non è altro che una mascot-marca-persona inventata della General Mills cui son dedicati un sito e un negozio…
Nel 1958 la General Mills inventò anche un mix per aiutare le casalinghe nella preparazione…
Venne dichiarato la prima grande rivoluzione in fatto di torte e dolci degli ultimi 100 anni ed ebbe un successo disarmante che oggi si sta riproponendo, per via del fatto che i Chiffon cake appaiono più sani dei fratellini a base di burro, con meno colesterolo e grassi saturi…
La caratteristica è proprio quella di avere tra gli ingredienti non il burro o affini, ma olio, e acqua, che rendono la texture leggera, spumosa, soffice, tanto che schiacciando l’impasto cotto con la mano questo torna indietro…
Io ho provato la ricetta base, senza aromi particolari, ma volendo l’acqua può essere sostituita con altri liquidi, come caffè o succo di limone o arancia e possono anche essere usate scorze di agrumi…la trovo stupenda comunque, decisamente meglio della genovese, almeno secondo i miei gusti, e mangiabilissima senza nessun tipo di topping o crema o salsa…
Tipicamente viene cotta in uno stampo per ciambellone, io ho usato una teglia normale piccola e rettangolare…il risultato è stato ottimo però la cottura sarebbe ancora più uniforme usando lo stampo della tradizione…
| Chiffon cake ricetta base Ingredienti:
Procedimento: In una ciotola mischiare la farina, il lievito, il sale e i 100 gr di zucchero. In un’altra ciotola mischiare i tuorli, l’olio e l’acqua e sbatterli leggermente con una forchetta. In un altro contenitore ancora montare gli albumi a neve con il cremor tartaro e poi aggiungere piano piano i 90 gr di zucchero setacciato. Unire gli ingredienti secchi con quelli liquidi e montare finchè non si sono amalgamati, non ci vorrà nemmeno un minuto. Unire ora a questo impasto gli albumi montati a neve, poco alla volta e mischiando sempre dall’alto verso il basso. Versare nello stampo per ciambellone, non imburrato o infarinato, e cuocere per 40 minuti circa a 170°. Appena sfornato capovolgere la teglia in modo che la torta stia a testa in giù ma non poggi su un piano…in genere si incastra la parte centrale nel collo di una bottiglia…in questo modo si impedisce che il dolce collassi…se non si facesse infatti la parte centrale si infosserebbe…deve restare il questa posizione finchè non si fredda…a quel punto sarà semplice sformare il chiffon cake… |