Mar
27
Posted on 27-03-2008
Filed Under (disastri) by Mika

mysost

La foto ritrae un formaggio della Norvegia dal caratteristico colore bruno e dal sapore dolce di caramello che si dice sia stato prodotto per la prima volta nella Gudbrandsdal valley nel sud della Norvegia nel 1860…la particolarità di questo formaggio è che è fatto con il liquido restante dopo la produzione del formaggio, lo stesso usato per la produzione della ricotta…il siero viene filtrato e poi messo in un pentolone e fatto sobbollire per ore fino a quando non assume un colore bruno e un aroma di caramello, dopo di che viene fatto leggermente raffreddare e messo nelle forme apposite…

Si può aggiungere al siero anche della panna o del latte o anche aromi per arricchirne il gusto…

Se fatto con latte di mucca si ottiene il Mysost, se fatto con il latte di capra si chiama Gjetost…

In genere viene mangiato a colazione con pane tostato, ma può essere usato anche nelle insalate, nelle fondute e nei dolci.

Io ho provato a farlo, con una quantità davvero piccola di siero ed è venuto fuori un perfetto caramello, ma decisamente non un formaggio…l’ho fatto cuocere un pò troppo sospetto, non si può nemmeno fare a fette…la prossima volta proverò a cuocerlo meno e ad aggiungere un pò di panna per dargli una consistenza più densa e meno cristallina…sembra proprio caramello…la consistenza doveva essere simile al fudge, ma siccome non ne ho mai fatto non so esattamente quale debba essere di preciso…

Per informazioni: http://www.dlc.fi/~marian1/gourmet/mysost.htm.

Il procedimento lo si trova qui e qui.

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Mar
22
Posted on 22-03-2008
Filed Under (esperimenti) by Mika

Kefir Cottage Cheese

Qualche tempo fà, durante una delle mie solite escursioni sul web alla ricerca di ricette interessanti, ho scoperto l’esistenza del kefir…

Per chi non lo sapesse il kefir è una bevanda originaria del caucaso il cui nome deriva dalla parola turca keif che può essere tradotta col significato di benessere, per via delle propietà benefiche che la stessa possiede, in quanto riequilibratore della flora batterica intestinale e potenziatore del sistema immunitario…

Bevete kefir e lasciate perdere l’actimel…contiene molti più fermenti lattici utili per l’organismo e anche lieviti, che danno il caratteristico sapore alla bevanda, leggermente acidula…a me ricorda molto il lievito di birra, ma con zucchero e frutta frullata diventa una sorta di spumantino fruttato…e in effetti è leggermente alcolico…

Per avere maggiori informazioni consiglio questo sito http://kefir.ilbello.com/, in cui si narrano leggende, preparazione, e proprietà del kefir…

Come lo yogurt può essere usato per preparare torte e dolci, ma la cosa che mi ha colpito di più è che può essere utilizzato per fare il formaggio…come starter al posto del caglio…non so se ci sia qualche differenza fondamentale tra le due “cagliate”, o almeno non l’ho ancora scoperto, considerando che ancora non ho provato il formaggio…appena mi procuro un pò di materiale proverò anche quello…

Oggi ho fatto il primo esperimento…in sostanza ho usato il kefir in sostituzione del succo di limone o dell’aceto che ho letto viene usato da molti per produrre una sorta di quark…confesso che non ha idea di che aspetto abbia il quark, così il mio primo esperimento formaggioso l’ho chiamato cottage cheese, che è sostanzialmente yokka casalinga…fiocchi di latte homemade…

Si può benissimo aromatizzare e pressare per ottenere una versione più compatta, e suppongo sia possibile anche la stagionatura, cosa che sperimenterò più avanti…

Anche se confesso che alla fine il tutto risulta un pò costoso…teoricamente il liquido che rimane dopo la preparazione può essere bevuto dopo averlo filtrato, dopo l’aggiunta dei granuli di kefir, e in questo modo non si butterebbe via niente, in caso contrario si rimarrebbe con in mano una quantità davvero misera di fiocchi rispetto al latte utilizzato…con un notevole spreco, considerando il costo del latte…

Il procedimento è abbastanza semplice, io l’ho scovato su questo sito di un appassionato di kefir che lo usa per produzioni casalinghe di formaggi vari che presto o tardi proverò…

Non ho seguito tutto alla lettera, ho pesato il latte, ho misurato la temperatura una volta e non so quanto kefir abbia usato, ma il risultato è stato soddisfacente, anche se troppo simile alla ricotta come sapore per i miei gusti, ma può darsi che dovesse avere esattamente quel sapore…
 

Kefir cottage-style cheese

Ingredienti:

  • 2 litri di latte, di qualsiasi tipo, con qualsiasi contenuto di grassi
  • 1 tazza di kefir, preferibilmente fermentato due giorni
  • sale
  • panna fresca (qualche cucchiaio)

Procedimento:

Riscaldare il latte in un pentolino fino a raggiungere 60°.

Aggiungere il kefir, continuando a tenere il pentolino sul fuoco, a fiamma media…continuare a girare fino a quando non inizia a fioccare…piano piano…

Quando la parte liquida assume un aspetto acquoso, meno simile al latte, spegnere e lasciar riposare due minuti.

Raccogliere i fiocchi con un colino e metterli dentro un altro colino o uno scolapasta coperto di carta assorbente o tela di cotone.

Far scolare il tutto per un’ora.

Salare la panna, aggiungerla ai fiocchi e mescolare bene

Un procedimento simile senza il kefir viene descritto anche nel blog www.davidlebovitz.com in questo post, qui…e anche nel sito www.harekrsna.it perchè il procedimento è identico a quello per la produzione del panir, l’equivalente indiano del tofu…

kefir cottage cheese curds

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Mar
19
Posted on 19-03-2008
Filed Under (di tutto un pò) by Mika

sardinia farm

Oggi niente ricette, faccio pubblicità ad una azienda che ho scovato ieri e mi ha fatto davvero sorridere…

Parlo della Sardiniafarm, i cui proprietari promuovono una iniziativa particolarmente curiosa, l’adozione a distanza di una pecorella…Pagando una modica cifra annuale è possibile dare un nome all’animaletto in questione, partecipare alla sua crescita e a tutte le fasi della sua vita, recandosi anche personalmente alla fattoria per vederlo…in cambio si otterranno i prodotti della propria pecora, come il formaggio pecorino…

Non so se l’offerta sia ancora valida, ma l’estate scorsa era possibile recarsi a Gergei e alloggiare alla fattoria, partecipando alle varie fasi del lavoro e facendo visite guidate nelle zone limitrofe, in particolare alla Giara di Gesturi e al Nuraghe di Barumini.

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Mar
14
Posted on 14-03-2008
Filed Under (dolci) by Mika

cuajada de yaourt

Ieri ho cominciato a studiare il funzionamento delle uova come addensanti nelle creme, le “stirred” e le “baked”, così quando mi è passata sotto gli occhi questa ricetta, mentre sbirciavo i miei rss, non ho potuto non provarla…

E’ un flan proveniente dal sud della Spagna di cui non ho trovato molte informazioni…solo ricette e tutte in siti francesi…peccato non conoscere meglio lo spagnolo…

A quanto pare i flan venivano già preparati in epoca romana, con uova, latte e farina, addolciti col miele, anche se erano più diffuse le preparazioni salate, probabilmente di derivazione greca, rispetto a quelle dolci…la parola flan deriva da una parola latina, “flado”, che significa crema.

Queste preparazioni, considerate ricostituenti e salutari, si diffusero durante il medioevo in tutta Europa…in Spagna e in Messico hanno l’aspetto di creme dolci, variamente aromatizzate, in genere caramellate e cotte a bagnomaria in forno…in Inghilterra hanno in genere un “guscio” di pasta che li racchiude, come se fosse una crostata, e vengono arricchiti di noci, nocciole e frutta varia…

In Italia i flan sono prevalentemente salati…

La ricetta della baked custard di cui sopra proviene da questo sito…sospetto sia particolarmente calorica, ed è perfetta per gli amanti dei dolci ricchi e corposi da mangiare una fetta al giorno altrimenti ti stendono…la prossima volta aromatizzerò la crema con un pò di scorze di arancia e metterò decisamente meno burro…

 

Cuajada de yaourt

Ingredienti:

  • 1 yogurt naturale
  • 2 uova intere (io ho usato quelle da 57 gr circa)
  • 2 misurini di farina (usare la confezione dello yogurt)
  • 4 misurini di latte
  • 2 misurini di zucchero
  • 125 gr di burro (consiglio di metterne molto meno, sui 50 grammi)
  • cannella in polvere

Procedimento:

Unire lo yogurt con il burro fuso tiepido.

Unire le uova a temperatura ambiente, lo zucchero, la farina e il latte.

Imburrare uno stampo e infarinarlo.

Versarci dentro la preparazione e cospargere di cannella.

Cuocere in forno già caldo a 150° per 40 minuti.

Servire freddo.

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Mar
12
Posted on 12-03-2008
Filed Under (dolci) by Mika

flax-eggs cakes

Son contenta di aver fatto questo esperimento come avessi scoperto l’acqua calda…

Qualche giorno fà mi son data alla ricerca di cibi ricchi di omega 3 su internet e ho scoperto le virtù dei semi di lino, così mi son fiondata in erboristeria e ne ho comprato duecento grammi, convintissima che avessero l’aspetto di semi di girasole e fossero da sgranocchiare al naturale…vista la mia sorpresa nel vederli l’erborista con occhio preoccupato mi guarda e mi chiede se ho una vaga idea del loro uso…le rispondo che volevo mangiarmeli esattamente così com’erano e invece mi illumina sostenendo che in acqua formano una mucillagine da bere per problemi intestinali…davvero?

Per carità, mi son fidata dell’esperta, ma per curiosità ho cercato maggiori informazioni sul grande web e un altro mondo, come quello dei mustaccioli, si è aperto di fronte a me…

Sono ricchissimi di omega 3, circa 5,4 grammi ogni 40 grammi, si usano per fare gel autoprodotti, si beve la mucillagine per regolarizzare l’intestino…e si usano come sostituti delle uova in cucina…

Quest’ultima è stata una scoperta interessantissima, considerando che sto sempre facendo dolci e uso uova in quantità, quindi mangiarne durante la settimana non mi và affatto…ora ho un sostituto, o almeno spero…i tortini nella foto sono il mio primo esperimento, ma vorrei provare ad usare le finte uova anche in qualche preparazione salata…se il tentativo è già stato fatto e con risultati catastrofici qualcuno mi avvisi perchè non ho trovato informazioni in merito…

Sicuramente non si può fare la maionese, ma dei bei muffin parmigiano e cipolla si…e poi gli esperimenti culinari son la mia passione, quindi qualcosa inventerò…

Innanzitutto ecco la ricetta per le finte uova, chiamate flax-eggs perchè i flax seeds sono i semi di lino…io ho usato quelli scuri, non sapendo nemmeno ci fossero quelli dorati…

Flax-eggs

Ingredienti:

  • un cucchiaio di semi di lino
  • tre cucchiai di acqua bollente

Procedimento:

Unire i semi di lino all’acqua in un bicchiere…mettere il tutto 30 secondi nel microonde.

Aspettare 15 minuti e poi mettere in un tritatutto e frullare per benino.

Il mio non è riuscito a tritare tutti i semi e frullando ha creato anche una leggera schiuma, come se la mucillagine si fosse “montata”…ma per la mia ricetta andava benone…altrimenti consiglio di frullare tritare ridurre in farina per bene i semi prima di aggiungere l’acqua, così le finte uova saranno pronte senza bisogno di frullare di nuovo tutto…

Ed ecco la ricetta dei tortini.

Flax-eggs cakes

Ingredienti:

  • 90 grammi di farina 00
  • 22,5 grammi di farina di nocciole integrale
  • 62,5 grammi di latticello (in mancanza latte più un cucchiaino di aceto)
  • mezzo cucchiaino di malto d’orzo
  • 31,25 grammi di burro
  • scorza di limone
  • 1 cucchiaio scarso di lievito
  • 1 pizzico di bicarbonato di sodio
  • 1 cucchiaio di flax-eggs
  • 1-2 cucchiai di latte
  • 1 cucchiaino di cacao amaro

Procedimento:

Montare il burro con lo zucchero e le scorze di limone, più i cucchiai di latte.

Aggiungere il cucchiaio di flax-eggs e montare leggermente.

Aggiungere il latticello e il malto mischiati insieme.

Mischiare bene e poi aggiungere tutti gli ingredienti secchi in una sola volta.

Imburrare e infarinare gli stampini da muffin e cuocere a 180° finchè non diventano dorati.

Per l’occasione ho riadattato la ricetta di un white cake trovata sul web e devo dire che sono contentissima del risultato…son venuti buonissimi e infatti il futuro marito ha gradito parecchio…per colazione mi sembrano l’ideale…e volendo si possono cuocere meno di come ho fatto io…

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Mar
10
Posted on 10-03-2008
Filed Under (di tutto un pò) by Mika

tutti frutti wallpaperbanana wallpapercherry wallpaper

Golosa carta da parati ideata da Michael Angelo e Flavor Paper nei gusti tutti frutti, banana e ciliegia…

Sfreghi la carta da parati e comincia a sprigionarsi il profumo della frutta raffigurata…volendo si possono anche ordinare in tinta unita…

E chi ha più bisogno dei deodoranti per la casa ora?

Chissà, magari tra un pò aumentano la gamma dei profumi…io gradirei tanto cioccolato e vaniglia… ^_^

Gnam gnam…

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Mar
09
Posted on 09-03-2008
Filed Under (dolci) by Mika

pasta sablée

Questi giorni mi sono dedicata un pò allo studio della funzione dei grassi negli impasti dolci…quella nel pane devo ancora rivederla per benino…

In particolare la funzione che ha nella pasta frolla, nella brisée e nella sablée…

Quest’ultima non l’avevo mai provata, anche se ne ho sentito parlare molto, considerando che qui in sardegna và per la maggiore la frolla…

Non sono molto diverse in effetti, la sablée è un pò più dolce, e si sbriciola più facilmente, per via dell’effetto che la maggiore quantità di zucchero e i grassi hanno sulle “maglie” del glutine…impediscono infatti, ricoprendole o frapponendosi tra loro, che si formino delle “maglie lunghe”, rendendo il prodotto finale friabile e “morbido”, non a lamine, come la brisée…

Per ottenere questo effetto di accorciamento delle maglie del glutine bisogna lavorare il burro con lo zucchero, in questo modo si avranno piccolissime particelle di grasso che copriranno il glutine e impediranno il formarsi di “fibre” di lunghe dimensioni, la cui presenza renderebbe l’impasto più gommoso…se lasciamo le particelle di grasso di dimensioni maggiori si ha un effetto sfogliato, come nella pasta brisée…

La ricetta della pasta sablée l’ho presa dal “Manuale della pasticceria italiana” di Fulvio scolari e Teresio Busnelli, ed io, invece di usarla come base, ho preferito fare i biscotti, che mi ricordano tanto quelli burrosi tedeschi che vendono nelle confezioni di latta blu…la prossima volta ci aggiungo il cocco, così ottengo la mia variante preferita…

Pasta sablée

Ingredienti:

  • 1000 gr di farina 00 povera di glutine
  • 500 gr di burro
  • 400 gr di zucchero
  • 100 gr di uova intere
  • 50 gr di tuorli

Procedimento:

Fare a crema il burro con lo zucchero, finchè non assume un colore biancastro…sempre a bassa o media velocità…

Aggiungere le uova e continuare a lavorare finchè non si forma una emulsione.

Aggiungere eventuali aromi e infine la farina.

Impastare velocemente con le mani finchè tutto non si è ben amalgamato…non importa se non si forma una palla unica, l’impasto risulta un pò sbricioloso.

Se si vuole usare come fondo per crostate non stendere col mattarello, ma staccare piccoli pezzettini di impasto che dovranno essere premuti con le mani contro lo stampo…

Altrimenti stendere con il mattarello su un piano infarinato e tagliare i biscotti con un cookie cutter a scelta…

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Mar
01
Posted on 01-03-2008
Filed Under (primi) by Mika

riso curcuma lievito

Non c’è niente di meglio che mangiare riso dopo essersi abbuffati per giorni…

Lo adoro anche in bianco, col formaggio sopra e infilato nel microonde perchè si sciolga tutto per benino e si dori…

Ma questa è un’altra cosa…

Meglio scegliere riso a chicco lungo che, fatta eccezione il riso per sushi di qualità Japonica, a chicco corto, ha un indice glicemico più basso…contiene infatti più amilosio di quello a chicco corto, e maggiore è l’amilosio, minore è l’indice glicemico dell’alimento…

Prima mangiavo solo riso a chicco corto, cotto come per fare il sushi, dopo questa scoperta mi sono spostata verso il thai e il basmati…

Il lievito citato non è il lievito di birra usato negli impasti lievitati, ovviamente, ma è comunque del tipo Saccharomyces cerevisiae…è un lievito non attivo ricco di proteine (48,1 grammi per 100 grammi di prodotto) , vitamine del gruppoB e sali minerali, prodotto usando un terreno di coltura a base di melassa…viene usato per insaporire minestre, pasta, riso, ma anche insalate e per fare patè…contiene poco sodio ed è privo di glutine…i vegan lo usano per fare il parmigiano vegano, macinandolo insieme alle mandorle, perchè si scioglie e permette di formare una cremina saporita…

L’ho comprato un paio di giorni fà durante una spedizione bellicosa in un negozio di cibi bio…non sono vegana, nè vegetariana, e non mangio cibi bio, o almeno non li preferisco, non seguo nemmeno la macrobiotica, ma sono una curiosa di natura e non riuscivo più a resistere alla tentazione di provare questo famoso lievito alimentare…senza contare che mi stanco facilmente dei sapori classici della nostra cucina…

Prima l’ho assaggiato al naturale e mi ha dato la sensazione di un qualcosa di “marino”, poi riprovandolo son passata alla noce e ora direi che mi ricorda di più il sesamo…e mi piace molto, non ne berrei tazzoni la mattina, ma per dare un tocco di diversità ai piatti và benone…me gusta me gusta

Passiamo alla ricetta…mi sono ispirata a questa de “la cuoca petulante“…

Riso-curcuma-lievito-e pure semi di papavero

Ingredienti:

  • 100 gr di riso thaibonnet
  • 160 gr di acqua
  • curcuma, una punta di cucchiaino
  • semi di papavero, una punta di cucchiaino
  • sale, una punta di cucchiaino
  • olio evo
  • un cucchiaino di lievito alimentare in fiocchi
  • un cucchiaio scarso di latte e/o acqua

Procedimento:

Lavare bene il riso thai con acqua fredda e scolare.

Mettere in una pentolina l’acqua, il riso lavato, il sale e la curcuma.

Mettere sul fuoco a fiamma alta finchè non bolle. Appena inizia a bollire mettere la fiamma al minimo e lasciar cuocere 12 minuti circa.

Passati i 12 minuti, senza mai scoperchiare, spegnere la fiamma e mettere tra il coperchio e la pentola un canovaccio pulito e lasciar riposare altri dieci minuti.

Intanto sciogliere il lievito in acqua e/o latte freddi.

In un padellino mettere l’olio e i semi di papavero, a fiamma media.

Appena cominciano a scoppiettare aggiungere il riso e il lievito.

Far insaporire per bene e servire.

Anche freddo è buono.

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