Is candelaus
Il corso di pasticceria che stavo seguendo è finito, ed è finito in bellezza, con i candelaus, un dolcetto fatto di pasta di mandorle modellata a mano per ottenere scarpine, frutta, uccellini, cagnolini e fiori, e candele…
Ero convinta ne esistesse un solo tipo in tutta la Sardegna, invece vengono fatti in modo diverso in diverse zone…
La foto sopra rappresenta i candelaus della zona di Atzara, che son quelli che ho imparato a fare io…con lo zucchero semolato colorato e niente glassa…
La foto proviene dal sito del comune di Atzara infatti e questo è il link.
La foto sotto invece rappresenta i candelaus classici della tradizione, con la glassa trasparente e s’indoru…il link originario è questo.
Esiste poi un’altra categoria di dolcetti della zona di Quartu e Sestu fatta sempre di pasta di mandorle che mi sembra tanto una evoluzione più fantasiosa dei candelaus…parlo dei bellisceddus, di cui sotto.
Is Candelaus sono dolci originariamente creati per il giorno della Candelora, il 2 febbraio.
Candelora è il nome popolare attribuito dai cristiani al giorno della Purificazione di Maria…secondo l’usanza ebraica una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un figlio maschio, e doveva recarsi al Tempio per la purificazione…il 2 frebbraio cade 40 giorni dopo il 25 dicembre.
Le origini di questa festa sono però precedenti.
Risalgono a quel periodo i Lupercali che si celebravano alle Idi di febbraio, per i romani ultimo mese dell’anno, che servivano a purificarsi prima dell’avvento dell’anno nuovo e a propiziare la fertilità . Un momento particolare della celebrazione era rappresentato dalla “februatio”, la purificazione della città , durante il quale le donne giravano per le strade con ceri e fiaccole accese, simbolo della luce.
Durante il suo episcopato (tra il 492 e il 496 d.c.) il patriarca di Roma Gelasio ottenne dal senato l’abolizione dei Lupercali ai quali fu sostituita la festa della Candelora. Nel VI secolo la ricorrenza fu anticipata da Giustiniano al 2 febbraio, invece del 14, data in cui si festeggia ancora oggi.
In Irlanda, presso i Celti, il 2 febbraio era il giorno del Ritorno della Luce, in cui si festeggiava l’allungamento della giornata e l’imminente arrivo della promavera. Era tradizione celebrare questa festa accendendo lumini e candele. Poichè la festa era sotto gli auspici della dea Brigit, si tasformò nella ricorrenza di Santa Brigida, una suora missionaria vissuta tra il 450 e il 525 d.c., divenuta poi seconda patrona d’Irlanda dopo San Patrizio.
Non è comunque corretto affermare che la Candelora abbia sostituito la festa celtica di Imbolc poichè non esiste evidenza che la stessa fosse celebrata al di fuori dell’Irlanda.
Esiste comunque un punto di contatto se si pensa che entrambe si festeggiavano nel giorno equidistante dal solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, e che entrambe festeggiavano in un qualche modo la luce.
La sacra ricorrenza deriva il suo nome dal tardo latino “candelorum” , per “candelaram” , benedizione cioè delle candele.
Per questo durante la festa consacrata a Nostra Signora della Candelora tutte le chiese vengono illuminate da centinaia di candele, e dopo le funzioni religiose nelle case vengono offerti questi raffinatissimi dolcetti.
Anche se in effetti, ormai, la loro preparazione non è più riservata soltanto a questo giorno dell’anno.


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